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Nov
Domenico Morelli e il suo tempo - Dal Romanticismo al Simbolismo 1823-1901 PDF Stampa E-mail
Scritto da Febo   

Eros Realtà Immaginazione
Napoli, Castel Sant’Elmo,
29 ottobre 2005 – 29 gennaio 2006

La mostra è dedicata ad uno dei protagonisti della vita culturale italiana del secolo scorso. Domenico Morelli,(Napoli 1823 - 1901) oltre ad essere un grande innovatore della pittura italiana dell'Ottocento, è caposcuola della pittura napoletana a partire dalla metà del secolo. Studia all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove è allievo di Giuseppe Mancinelli, innovatore nel campo della pittura di storia che sovverte i modelli neoclassici, recuperando i valori della grande tradizione italiana del passato.

A Roma prima del 1848, approfondisce la conoscenza della pittura antica ed entra in contatto con il cenacolo di artisti francesi e tedeschi presenti nella capitale. Dopo la partecipazione agli eventi insurrezionali del 1848, nonostante abbia vinto il pensionato artistico, è costretto a risiedere a Napoli, per ordine del re, ma riesce ugualmente a compiere tappe d’istruzione a Firenze e Roma.

L’opera Gli Iconoclasti, presentata alla mostra borbonica del 1855, diventa il manifesto delle nuove tendenze del verismo pittorico.
Nella rappresentazione simbolica del martirio del monaco - pittore Lazzaro, che è il suo autoritratto, si esprime l’insofferenza degli intellettuali di fede liberale verso le repressioni borboniche.
Dopo il 1855 compie un lungo viaggio nelle principali capitali d’Europa, passando per le maggiori città dell’Italia del Nord. Si reca a Monaco, Berlino, Bruxelles e infine Parigi, dove conosce la pittura romantica.

Morelli può essere considerato un artista moderno e un intellettuale che partecipa alla vita culturale dell’Italia del suo tempo: straordinaria risulta, infatti, la ricchezza delle suoi epistolari, indirizzati agli intellettuali dell’epoca e pubblicati da Primo Levi (1906) e da Anna Villari (2002 - 2005). Egli consolida, soprattutto a partire dall’Unità d’Italia, il suo ruolo di protagonista, diventando riferimento per le istituzioni pubbliche e per artisti, collezionisti e mecenati italiani.

Nel 1864 è consulente ufficiale per gli acquisti di Casa Reale ed in molti casi si propone come coordinatore del moderno collezionismo borghese, da Vonwiller ai Maglione Oneto, ai Rotondo.

Intrattiene, in particolare, con il grande Giuseppe Verdi, a partire dalla metà del secolo, un rapporto di reciproca stima e salda amicizia, realizzando per lui molti dipinti ispirati al teatro ed altri temi di soggetto orientale. Nel 1868 è professore di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

La mostra si fonda su di un nucleo centrale di dipinti del percorso figurativo morelliano, conservati nelle collezioni pubbliche accanto ai quali, dopo ricerche approfondite, si affiancano molte opere recuperate da celebri raccolte storiche dell’Ottocento, che testimoniano anche il legame dell’artista con i suoi committenti.

Saranno esposte circa cento opere tra dipinti e sculture, che consentono di ripercorrere le fasi principali dell’arte di Morelli, su un confronto con altri grandi protagonisti italiani e stranieri della cultura dell’Ottocento: sottolineando, così, anche la capacità di diffusione del nuovo linguaggio attraverso il raffronto con le opere di Hayez, Pagliano, Sciuti e Vetri, citando solo alcuni degli altri artisti presenti.

L’esposizione si articolerà in sette sezioni, che riassumono l’evoluzioni della concezione del quadro di storia, nelle tematiche ispirate al Medioevo e al Rinascimento, ai temi byroniani, alle antichità rivisitate attraverso la pittura francese, da Chasseriau a Gerôme, all’Oriente aggiornato dai suggerimenti di Mariano Fortuny:

La formazione: dall’Accademia al verismo storico (1845-1864)
Recupero del mondo antico. Il Bagno pompeiano
Romanticismo bayroniano
Morelli e Verdi
La maternità divinizzata
In viaggio per l’Oriente: da Fortuny all’Islam
La tensione al misticismo simbolista: i temi di Cristo e degli Angeli

Una sezione a parte è dedicata alla fotografia, utilizzata come modello e strumento di lavoro pittorico ma anche come veicolo di diffusione dell’opera dell’artista
Il suo percorso artistico, dal verismo storico lo porterà ad aprirsi ad una sperimentazione incentrata sulla macchia. L’abbandono del verismo coincide poi con un mutamento di orientamento verso temi simbolico-religiosi che caratterizzano il secondo periodo figurativo. Senza tralasciare l’ incrocio di interessi tematici e di suggestioni culturali che, dalla fine degli anni ’60, fanno vivere il suo rapporto con l’Oriente da viaggiatore “intorno al cavalletto”.
La pittura di Morelli dell’ultimo periodo, a partire dalla metà degli anni settanta, si va concludendo in una ricerca interamente proiettata ai nuovi interessi tematici del Cristo e degli Angeli, e va svolgendosi, proprio a chiusura del secolo, in una maturità di linguaggio formale che prelude al simbolismo.
Ultimo suo lavoro sono le sette tavole de La Bibbia commissionatagli da Carel Dake, presidente della Società Arti Amicitiae di Amsterdam. Il lavoro compiuto tra il 1895 e il ’99, sarà tradotto anche in italiano, con illustrazioni in intagliotipie dall’Istituto di Arti Grafiche di Bergamo nel 1913.
Catalogo edito da Electa Napoli Domenico Morelli. La pittura a Napoli dal romanticismo al simbolismo A cura di Luisa Martorelli € 45 Formato 25 x 28; pagine 296; 160 illustrazioni a colori e b/n.

Informazioni: 848800288 – cellulari ed estero 06 39967050 attivi ad apertura mostra

Biglietti
Intero:€7,00
Ridotto: €3,50. Applicabile a tutte le categorie che usufruiscono della gratuità prevista per il Museo dalla normativa vigente nonché per coloro che usufruiscono delle riduzioni di legge e per i possessori di biglietto d’ingresso di Villa Pignatelli, Duca di Martina, Capodimonte, San Martino e per le aziende che hanno sostenuto finanziariamente e promozionalmente la realizzazione della mostra;
Omaggio: fino a 6 anni, giornalisti con tesserino, insegnanti accompagnatori, docenti di storia dell’arte degli istituti liceali, membri di ICOM e ICCROM, guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale, dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, possessori Artecard Giovani, Ordinaria 7 giorni e Ordinaria 3 giorni per i primi due ingressi;

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