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"la città degli Altri" di NarteA, chiude la rassegna Teatro in Archivio PDF Stampa E-mail
Giunge al termine la rassegna Teatro in Archivio, che ha animato per tutto il mese di luglio il monumentale cortile di Palazzo Ricca (via Tribunali, 214), sede del Museo dell'Archivio Storico del Banco di Napoli, con lo spettacolo di NarteA, La città degli Altri, che racconta il tema dell'alienazione incrociando i casi clinici dell'ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi con le fedi di credito presenti nell'Archivio. Il lavoro teatrale, in scena il 22 luglio (ore 21.00) e il 23 (ore 20.00), è scritto da Febo Quercia e interpretato da Marianita Carfora, Sergio Del Prete, Valeria Frallicciardi, Serena Pisa, Peppe Romano e Alessio Sica, diretto dallo stesso Quercia e da Fabiano Fazio, si avvale inoltre delle scene di Marco Perrella e dei costumi di Antonietta Rendina.
Per partecipare all'evento è necessaria la prenotazione ai numeri 339 7020849 o 333 3152415. Il costo del biglietto è di 12 euro. Un'ora prima dello spettacolo, con lo stesso biglietto, è possibile effettuare la visita al Museo multimediale Kaleidos, allestito da Stefano Gargiulo - Kaos Produzioni, presso l'Archivio Storico del Banco di Napoli.

L’Associazione Culturale NarteA, in collaborazione con il Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, presenta il suo nuovo spettacolo, il lavoro è dedicato agli alienati, a quegli emarginati dalla società che, a causa del loro comportamento, sono ritenuti estranei rispetto al vivere in comune. Il termine alienazione significa appunto "essere fuori di sè" e indica la condizione di infermità mentale, di demenza, che viene attribuita a quelli che un tempo - prima della cosiddetta Legge Basaglia - venivano internati nei manicomi. Ma "alienato" è anche chi è considerato "altro da noi", "fuori dalla nostra comunità", estraneo o straniero: il termine fa riferimento anche all'atto dell'allontanare, del mettere qualcuno ai margini della comunità umana. Ma la condizione di chi viveva "da alienato" nascondeva spesso storie di isolamento volontario o malattie della società più che del degente. Non di rado gli internati erano semplicemente persone fragili su cui veniva operato un atto di violenza per motivi che il più delle volte non si dovevano conoscere. All’interno dei manicomi si celavano storie di vita che dovevano rimanere nel silenzio: molto più spesso i degenti, gli internati, erano persone a cui, attraverso un atto di forza, si tenatava di tappare la bocca; questi erano poi destinati a diventare folli indotti dalla reclusione e dalle pratiche di disumanità cui erano sottoposti.

NarteA racconta l’alienazione degli “Altri”, proponendo teatralmente le loro vite, riaccendendo le luci su di loro e sulle loro verità grazie alla ricerca di materiale documentario. Lo spettacolo è costruito per dare voce a persone realmente esistite, recluse in vita tra le mura di un’altra “Città”, che imponeva loro con forza e orrore un adattamento mascherato da terapia. «Indagando sulle cause reali dei ricoveri manicomiali - spesso non strettamente legati alla presunta anormalità dei reclusi, ma al loro essere lontani dalla finta moralità della società nella quale vivevano -, La città degli Altri vuole dare voce a coloro che furono resi invisibili in vita perché volontariamente nascosti, - spiega l'autore e regista Febo Quercia - e per fare ciò libereremo storie prigioniere tra le carte impolverate di vecchi archivi.».
 
Loc bianchi5
 
LA CITTA' DEGLI ALTRI
Sabato 22 Luglio ore 21:00 e Domenica 23 Luglio ore 20:00
Palazzo Ricca - via dei Tribunali 214
prenotazione obbligatoria
Quota di partecipazione: € 12,00
Per info e prenotazioni: 339.7020849 opp 380.9049909

 

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